Mollica: “L’homo ludens nato prima dell’homo sapiens? Si può insegnare qualsiasi lingua divertendosi con i giochi enigmistici”
Al Campus dell’Unistrapg una cinquantina tra insegnanti, dirigenti scolastici, studiosi, dottorandi, cultori della lingua, della letteratura e cultura italiana provenienti da tutto il mondo che hanno partecipato alle intense giornate di aggiornamento
Perugia, 28 luglio 2023 [AL] - Si è concluso a Palazzo Gallenga, la sede principale dell’Università per Stranieri di Perugia, il Corso di formazione e aggiornamento per gli insegnanti di italiano L2: “Partecipare per imparare. Tecniche ed attività per l’interazione in classe” diretto dal prof. Roberto Dolci. Le cinque giornate sono state condotte da docenti di chiara fama del calibro del prof. Antony Mollica insieme a Roberto Dolci; Barbara D’Annunzio; Letizia Cinganotto; Borbala Samu; Cristina Montilli; Danilo Rini; Roberta Rondoni; Roberta Ferroni con il supporto della tutor Alessandra Simoneschi.
“Partendo dai presupposti teorici dell’approccio socioculturale – ha detto il prof. Roberto Dolci, direttore scientifico – il corso ha fornito gli strumenti metodologici ma soprattutto le tecniche e le pratiche glottodidattiche che favoriscono lo sviluppo della competenza e della consapevolezza plurilinguistica e pluriculturale nello studente tramite il suo coinvolgimento nelle attività, nei processi e nelle riflessioni. Gli esperti e i corsisti – ha aggiunto Dolci – hanno affrontato il tema delle “Tecniche e delle attività per l’interazione in classe” in una settimana dedicata attraverso workshop, attività laboratoriali e scambio di esperienze, formando delle micro-comunità di pratica e apprendimento”.
Il ritorno in aula dopo l’emergenza sanitaria ha fatto registrare il tutto esaurito anche per il Corso di Formazione e aggiornamento per gli insegnanti di italiano che si è svolto tra le aule moderne della Palazzina Valitutti e quelle storiche di palazzo Gallenga dell’Università per Stranieri di Perugia. Il Corso è tornato finalmente in presenza, dopo due anni di frequentazione online e in modalità mista, e da quest’anno infatti ha visto la partecipazione, per un’intera settimana, d’insegnanti provenienti da tutto il mondo. Al Campus dell’Unistrapg erano circa una cinquantina tra insegnanti, formatori, studiosi, dottorandi, amatori della lingua, della letteratura e cultura italiana di nazionalità slovacca, spagnola, italiana, francese, svizzera, polacca, ungherese, lussemburghese, tunisina, camerunense, algerina, statunitense che hanno partecipato attivamente alle intense giornate di formazione. Tra i docenti del corso c’era anche il prof. emerito Anthony Mollica della Brock University (Canada), uno studioso, noto come il padre della “ludolinguistica”, un’attività didattica per insegnare e apprendere le lingue attraverso i giochi linguistici.
“Si può insegnare e imparare divertendosi – ha detto il prof. Anthony Mollica a margine del corso di aggiornamento –qualsiasi lingua con i giochi enigmistici”. Se a dirlo è Anthony Mollica, professore emerito alla Brock University, St. Catharines, Ontario, Canada, dove ha insegnato corsi di metodologia per il francese, l’italiano e lo spagnolo dagli anni 80, possiamo stare pure certi che il metodo funziona. Con curiosità lo abbiamo raggiunto al Campus della Stranieri per saperne di più:
Prof. Mollica, ci spieghi come nasce la sua ludolinguistica?
“Nel gennaio del 2013 ho avuto la fortuna di incontrare Giuseppe Aldo Rossi, autore del Dizionario enciclopedico di enigmistica e ludolinguistica, pubblicato da Zanichelli quando aveva 90 anni. Quindi, me lo lasci dire, posso assicurarle che con la ludolinguistica avrà la lucidità e la longevità. Uno dei primi a introdurre i giochi nei quotidiani italiani è stato Giampaolo Dossena, ma bisogna ricordare sicuramente anche Stefano Bartezzaghi, certo, che contribuisce con le sue attività, ma anche il padre Piero, che collaborava con “La Settimana Enigmistica” e pubblicava un cruciverba così difficile che veniva chiamato il Bartezzaghi. Del resto non tutti amano la parola ludolinguista. Bartezzaghi, per esempio, preferisce saggista o enigmista; Ennio Peres si definisce giocologo. Per me la ludolinguistica – conclude Mollica – è tutto ciò che concerne giochi di parole o stimoli ludici, visivi, uditivi, che possano servire ad accattivare l’attenzione del discente e incoraggiarlo a parlare”.
A cosa è dovuto il successo della ludolinguistica applicata all’insegnamento dell’italiano L2 e delle lingue?
“Le voglio raccontare un particolare. Come sa, Umberto Eco ha messo il gioco al quarto posto tra i bisogni fondamentali dell’uomo, dopo il nutrimento, l’affetto, il sonno e prima di chiedersi il “perché”: per questo dobbiamo pensare che l’homo ludens sia nato prima dell’homo sapiens? Forse. A tutti piace giocare, ecco perché la ludolinguistica funziona nell’insegnamento di tutte le lingue”.
LINK INTERVISTE VIDEO
Prof. emerito Anthony Mollica della Brock University (Canada)
Prof. Roberto Dolci, dir. Scientifico del Corso








