I reportage fotografici di Antonello Lamanna sulla musica popolare dal Nord al Sud Italia
L’oralità contemporanea tra riti, scritture e sonorità tradizionali” di Antonello Lamanna. Si tratta di una mostra fotografica e audiovisiva estrapolata dai numerosi reportage etnografici che l’autore ha ripercorso nelle sue ricerche linguistiche ed etnomusicali in giro per l’Italia. È un’idea nata nell’ambito del progetto scientifico Voxteca del Dipartimento di Scienze Umane e Sociali internazionali dell’Università per Stranieri di Perugia, ideato e diretto da Lamanna. “Narrare il folk” è una versione ridotta di un progetto più ampio che è stato specificamente riconfigurato per “Sharper Night”, la Notte Europea dei Ricercatori. Le foto si riferiscono a indagini linguistiche e musicali svolte in Sicilia, Calabria, Puglia, Campania e Umbria, che negli anni hanno portato a incontri accademici tra antropologi, linguisti, etnomusicologi, critici musicali, e documentaristi provenienti da tutta Italia e alle successive pubblicazioni in importanti collane editoriali. È un importante corpus fotografico legato alle numerose campagne di documentazione etnolinguistica effettuate nell’ambito del progetto “Voxteca” sul tarantismo salentino contemporaneo e la pizzica, sui danzatori di coltelli di Torrepaduli, sui balli e i canti sul tamburo dei pellegrinaggi campani, sulle tammurriate, le tarantelle, la pizzica, le maschere sarde, i balli e le feste popolari umbre. Le foto esposte sono solo una piccola parte dell’archivio Voxteca, un progetto di ricerca con cui da diversi anni l’autore sta costruendo una sorta di mappa orale italiana, proponendone la più ampia diffusione.
Luogo: Palazzo Gallenga (III piano)
Orario: da lunedì a venerdì, dalle 9.00 alle 18.00
visitabile fino al 31 gennaio 2022
Voxteca
Voxteca è un progetto di ricerca etnolinguistico-musicale nato nel 2001 fondato e diretto da A. Lamanna. È nato come archivio-osservatorio permanente delle voci, dei suoni, dei canti e delle oralità contemporanee, per poi svilupparsi in un progetto di ricerca scientifica multidisciplinare in cui sono state coinvolte numerose realtà accademiche e culturali nazionali e internazionali (festival, musei, centri di ricerca e università in Svizzera, Francia, Spagna, Marocco, Giappone e negli Stati Uniti).Il progetto è nato al Dipartimento di Scienze Umane e Sociali dell’Università per Stranieri di Perugia e nel corso degli anni lo hanno visto anche come centro di produzione di documentari scientifici ed etnografici. Basta ricordare la collaborazione con la Casa di produzione francese Ohra - diretta dalla regista marocchina Izza Génini, produttrice tra l’altro del film Transes di Ahmed El Maanouni restaurato e premiato a New York da Martin Scorsese - che ha portato alla pubblicazione di “Maroc en music” un cofanetto che raccoglie 11 documentari dedicati esclusivamente alla musica marocchina autoctona, a firma OHRA & VOXTECA. In Voxteca sono custodite e analizzate le varietà del repertorio linguistico (i dialetti, i gerghi, i codici) musicale della tradizione italiana ed europea, attraverso una ricca e variegata tipologia testuale. Nella sezione dedicata all’oralità, sono raccolti testi, suoni e canti di musica popolare e tradizionale contemporanea dell’Italia, della Romania, della Grecia, del Marocco, della Tunisia, dell’Egitto; fanno parte del corpus anche filastrocche, favole, canti e narrazioni arabi, indiani e cinesi.Voxteca ha anche prodotto libri, e-book, riviste, CD audio, dvd dedicati alla musica popolare, ai dialetti, ai gerghi, ma anche documentari sperimentali come per esempio: “Play the folk”, dedicato al poeta-cantastorie Riziero. Un progetto nato come un live-music (poi diventato un audiovisivo) con la fusione delle musiche orali di Voxteca con quelle elettroniche di dj Ralf, le percussioni dei “Tetraktis” e le voci dei cantori tradizionali, da cui è nato il documentario “La “Valle parlante”.
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